Editore
EditoreTornare a sfogliare oggi un volume de "I segni dell'uomo" significa ripetere un rituale: sfiorare con i polpastrelli le nere sete delle rilegature e le lettere impresse in oro, sostare davanti alle immagini incollate a mano su carta azzurrina...

Franco Maria Ricci

da G. Sissa, Encyclopaedia Universalis, 1986

Nell’Italia della Transavanguardia e dei Nuovi, in un momento di modernità perplessa e languente, l’espansione dell’opera editoriale di Franco Maria Ricci nel campo delle arti visive ha costituito, a partire dal 1982, un vero e proprio avvenimento. Mentre i creativi e la critica sembravano affascinati da mode espressive sempre più provvisorie – gli anni Ottanta non erano che a metà cammino, e se già se ne compiva il bilancio in mostre gigantesche – quel geologo aristocratico, doppiamente familiare ai

fenomeni di lunga durata, ha concepito una rivista d’arte che ignora senza rimorsi il frastuono e il furore della scena immediatamente contemporanea. La testata, in francese, sembra leggersi Ephémère, ma si chiama FMR, iniziali di Franco Maria Ricci.

Franco Maria Ricci non cessa di mettere le cose più disparate in serie, liste e tassonomie dalle quali però l’originalità si sprigiona a ogni passo e crea il desiderio di andare più in là.
È il labirinto che, chiudendo la vista dell’orizzonte con la geometria delle sue siepi, spalanca l’abisso della curiosità.

Foto di Ferdinando Cioffi
Foto di Ferdinando Cioffi

Chi è Franco Maria Ricci?

Forse in primo luogo un collezionista accanito, la cui passione è in grado di unire le epoche e i luoghi più disparati. Già quel che questo editore ci dice di sé – la nascita a Parma e l’amore per il manierismo, l’incontro con Borges e il piacere dell’erudizione, il ricordo di padre Matteo Ricci e l’impresa della ristampa dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert – ci mostra con chiarezza sino a che punto biografia e cultura vengano a comporre qui una memoria vivente, della quale la rivista FMR vorrebbe essere l’immagine continuamente rinnovata. Dai canopi etruschi agli occhiali di Elton John, dai bassorilievi dell’Ara Pacis

ai materassi metafisici di Domenico Gnoli, passando naturalmente per le meraviglie più svariate del Rinascimento e del Barocco, dell’Europa cristiana e delle Indie orientali e occidentali, il repertorio di FMR coglie lo splendore senza età delle belle cose periture.

Franco Maria Ricci editore ha iniziato a pubblicare a Parma nel 1963. Il suo primo titolo fu un’opera di scrittura nel senso letterale del termine, il Manuale Tipografico di Giambattista Bodoni. Direttore della Stamperia Ducale di Parma negli ultimi decenni del Settecento, quel creatore di caratteri ricercati e assai stimati per la loro eleganza e leggibilità apriva nel 1790 una sua tipografia. Sulle sue tracce,

Ricci debuttò nell’editoria quasi per gioco, montando “una piccola officina tipografica per produrre un facsimile del Manuale”.

L’inatteso successo che accolse i novecento esemplari di quella ristampa confidenziale avrebbe deciso il futuro dell’impresa.

Il gusto per la bellezza del corpo della scrittura, per le proporzioni e l’armonia dell’impaginazione e per tutto quanto fa la “veste” di un oggetto di lettura – in breve, tutto ciò che forma la predilezione per la bibliofilia del giovane Ricci – sono all’origine delle sue collane. I segni dell’uomo, Morgana, Quadreria, Luxe, calme et

volupté, Curiosa, La Biblioteca di Babele, Iconographia, La biblioteca blu, Guide impossibili, Italia/Antichi Stati, Grand Tour…  Etichette in francese, in inglese, in latino e in italiano, sotto le quali si allineano volumi e formati di natura diversa, che accolgono tanto il saggio quanto la narrativa.

Gli amanti dell’Italia vi scopriranno itinerari obliqui e sottili, ma gli appassionati di letteratura europea ritroveranno presso questo editore parmigiano lo stesso grand air, la stessa sensibilità cosmopolita che segna altri grandi editori italiani, come Einaudi o Adelphi.

Encyclopédie

Nel 1970 Ricci decide di ristampare la grande Encyclopédie francese curata da Diderot e D’Alembert, quella che ebbe come relatori gli intellettuali, gli artisti, i filosofi e gli scienziati più importanti dell’illuminismo. Il progetto, che fu terminato nel 1980, prevedeva 12 volumi in facsimile per le tavole, 5 per i testi e uno di presentazione e studio con testi di Barthes, Venturi, Jacques Proust,… e introdotto da Borges. Ricci pensò che il sistema più giusto di vendita poteva essere quello della prenotazione con consegna ai sottoscrittori di quattro o cinque volumi all’anno proprio come avvenne per l’originale. Quello che a

tutti pareva un disastro economico è stato invece un successo con circa 5000 collezioni vendute in Italia e nel mondo, a molte biblioteche pubbliche ma anche all’Eliseo per i doni di stato del presidente.

Ristampa Enciclopedia di Diderot e d'Alambert <em>(Archivio Franco Maria Ricci)</em>
Ristampa Enciclopedia di Diderot e d'Alambert (Archivio Franco Maria Ricci)
Alcuni volumi della collana <em>I segni dell'uomo</em>
Alcuni volumi della collana I segni dell'uomo